giovane promessa, il Principe William, mentre a fare gli onori di casa sarà Silvio Berlusconi, che di Champions vinte ha una sontuosa collezione, e certo penserà con struggente malinconia alla serata trionfale di Superpippo Inzaghi ad Atene 2007.In una città festosamente e (per ora) pacificamente invasa da 70 mila tifosi ospiti, con ingenti forze dell’ordine mobilitate per scongiurare incidenti, ci sarà anche la sfida tra il vecchio timoniere Alex Ferguson, carico di trofei e che ha rimandato all’infinito il suo addio alla panchina, e il giovane stratega Pep Guardiola, che al primo impatto ha riportato il Barca in vetta.
Non solo Messi fa sognare il Nou Camp: il redivivo Henry e il rigenerato Etòo hanno segnato reti a grappoli in una squadra regolata dalla qualità e quantità di Xavi e Iniesta, autore del gol allo scadere che ha condannato il Chelsea in semifinale.
Problemi per Guardiola, tra squalifiche e infortuni, saranno invece in difesa.In una finale Champions così equilibrata i pronostici stonano ma certo il Manchester sembra avere qualcosa in più: la compattezza, la capacità di gestire, di aprirsi e chiudersi.
Per questo, per la Champions League abbiamo scelto lo slogan Respect, che vuol dire rispetto in tutti i suoi aspetti, per gli altri e per se stessi».Sessantasettemila persone sugli spalti, e tutto il pianeta collegato in diretta attraverso la televisione.
Fonte:
http://www.avvenire.it/Sport/champions_200905271445492230000.htm