Maxi-rissa in una sala giochi: cinque fermati

Cinque persone - due fratelli italiani di 22 e 27 anni, uno con precedenti, e tre cinesi di 19, 24 e 25 anni - sono state fermate per una rissa scoppiata in una sala giochi in via Padova, e poi proseguita in un bar poco lontano. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la scorsa mattina uno dei due italiani e un cinese, senza motivi particolari, hanno avuto un alterco mentre si trovavano in un locale di slot machine in via Padova. La discussione, via via sempre più accesa, alla quale si sono poi aggiunti il fratello dell’italiano e altri due giovani cinesi, è degenerata in una rissa in un bar poco distante, con calci, pugni e persino il lancio di bottiglie. Tutti e cinque sono stati arrestati dai carabinieri per rissa aggravata.

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Il sogno Ferrari in fumo a tre giri dalla fine Vince «l’altra» McLaren

da BudapestPovero Felipe. Già sognava la festa sul podio, la ritrovata leadership nel Mondiale, magari anche un peso maggiore all’interno della Ferrari nella sfida per il titolo e una vacanza felice in Brasile. Invece tutto è svanito in un botto. Un autentico botto, quello del motore della sua F2008 che lo ha lasciato senza preavviso a piedi davanti ai box, mentre gli avversari sfilavano verso il traguardo. Tutto da rifare, da capo, per Massa, che era saldamente in testa e aveva un grande trionfo in mano. Lui e anche Lewis Hamilton hanno confezionato un grazioso regalo per Heikki Kovalainen. Prima vittoria, in un infuocato Gran Premio d’Ungheria, per il ventiseienne finlandese (quasi lappone) alla sua ventottesima gara in F1, favorita appunto dal problema d’affidabilità che a tre soli giri dalla fine ha bloccato il brasiliano e da una foratura che ha respinto Hamilton da una possibile affermazione e, al massimo dal secondo posto se Massa non si fosse ritirato, alla quinta poizione. Nell sfortuna però il talentuoso inglesino non se la passa male. Sarebbe stato assai peggio se il ferrarista di San Paolo avesse vinto. Invece il pilota di origine caraibica è sempre in testa alla classifica con 5 punti di vantaggio su Raikkonen e 8 su Massa.È stato un podio inedito quello visto ieri all’Hungaroring. Unico habitué il plantigrado Kimi, terzo, al termine di una corsa ravvivata soltanto da un paio di giri velocissimi nel finale. Ma davanti a Raikkonen, a parte il connazionale, anche il debuttante Timo Glock, uno dei cinque piloti tedeschi (con Heidfeld, Vettel, Rosberg e Sutil) ad aspirare all’eredità di Schumacher, almeno come popolarità.

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I dieci precari che tengono in vita i dinosauri

Una superficie di 5mila e 600 metri quadrati, 23 sale espositive (senza dimenticare il Paleolab, il Biolab e il padiglione delle farfalle ospitati nei giardini di via Palestro), oltre 4mila scuole in visita ogni anno, il primato italiano in termini di collezioni storiche e di qualità della ricerca scientifica nonchè una serie di collaborazioni e contatti internazionali di grande prestigio. Il museo di storia naturale di corso Venezia è il primo e più importante tra i musei civici milanesi (gli altri due sono l’acquario e il planetario) e costituisce un fiore all’occhiello per tutto il Belpaese. Se questo avviene non è certo, però, per merito del Comune dal quale l’istituzione, come suggerisce l’aggettivo «civico», attinge le risorse economiche per sé e il proprio personale. Palazzo Marino, infatti, ogni anno continua a tagliare fondi alla ricerca scientifica e non esprime, nonostante l’imminenza dell’Expo, una precisa volontà politica per far funzionare al meglio le numerose potenzialità e dare al museo la visione di ampio respiro internazionale che si merita e che, tra l’altro, lo avvicinerebbe ancora di più ai milanesi e a tutti i visitatori. Piuttosto, se vogliamo parlare davvero di competenze specifiche e meriti - tolto il direttore Enrico Banfi, il personale scientifico, una cinquantina di tecnici e addetti di vario genere, il personale delle associazioni tematiche e l’associazione didattica museale (Adm) - quelli sono quasi tutti concentrati nelle mani e nelle menti (ma soprattutto nella passione) di dieci co.

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Piano sicurezza: ecco

Roma - E’ operativo da oggi, per la durata
di sei mesi, il piano-sicurezza per l’impiego di 3mila
militari nelle città italiane. Mille soldati saranno
impiegati per la vigilanza di obiettivi sensibili (51 a
Roma, 20 a Milano e 1 a Napoli); mille per il controllo dei
Centri immigrati (a Lampedusa e in altre città o province)
e mille per le pattuglie miste in 9 città (Bari, Catania,
Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona).

L’equipaggiamento dei militari Per quanto riguarda l’equipaggiamento, i militari in
pattuglia - provenienti da tutte le Forze armate, ma in gran
parte dall’Esercito - hanno l’uniforme d’ordinanza estiva,
composta da pantaloni e camicia a maniche corte, e sono armati
di pistola; quelli a presidio degli obiettivi sensibili e dei
centri immigrati, invece, hanno mimetica e fucile.
I soldati, che hanno ricevuto un addestramento specifico,
avranno lo status di agente di pubblica sicurezza, ma non di
agente di polizia giudiziaria: potranno identificare e
perquisire, ma non arrestare, se non in caso di flagranza.
L’attuazione del piano costa alle casse dello Stato 31,2
milioni nel 2008 e altrettanti nel 2009.

Roma A Roma 405 militari sono in servizio dalle 7 di oggi per presidiare 19 ambasciate - che da
lunedì prossimo diventeranno 30 - e altri obiettivi sensibili, per pattugliare le strade della
capitale e vigilare fuori dai centri per immigrati.

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E le vacanze di Tony finiscono sul web per colpa della figlia

Londra. Su internet si può trovare di tutto. Compreso il programma delle vacanze della famiglia Blair, messo direttamente online su Facebook da Kathryn, la figlia dell’ex premier inglese. Che, in barba alle spese per la sicurezza (2 milioni di sterline l’anno, più di quanto i servizi segreti spendono per il primo ministro Brown) ha pubblicato sulla sua pagina personale, accessibile a tutti, le tappe del viaggio di famiglia in Malaysia. I servizi segreti hanno immediatamente oscurato la pagina di Katrhyn. Blair, attuale inviato Onu del Quartetto (Onu, Usa, Russia e Ue) è considerato un possibile obiettivo dei terroristi islamici. Katrhyn in passato aveva già dimostrato poca attenzione alle regole di sicurezza imposte dai servizi alla famiglia.

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C’è un serial killer nascosto a Monte Antenne

Una mano tranciata dal braccio, occultata in una cassa di legno, che tra le dita stringe un misterioso pass e vicino all’arto orribilmente mutilato un lungo coltello sporco di sangue. È l’immagine horror, inequivocabilmente ironica, che campeggerà sui manifesti di Cavie l’ultimo film scritto, diretto, fotografato e prodotto dai Manetti Bros con un finanziamento della Scuola di Cinema di Roma di via Panisperna.Il film, realizzato seguendo il «credo» dei fratelli romani («Facciamo solo ciò che ci piace e in completa autonomia»), è legato al saggio di Master in Acting che i Manetti hanno tenuto nella scuola capitolina. Un progetto che ha entusiasmato i fratelli Marco e Antonio Manetti, talentuosi registi di videoclip (hanno girato il Supercafone del Piotta, ma anche Mi piaci di Alex Britti e Zora la vampira prodotto da Carlo Verdone) sdoganati al lungometraggio col thriller claustrofobico Piano 17 - interpretato da Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Elisabetta Rocchetti e Enrico Silvestrin - girato in digitale e ambientato quasi tutto dentro un ascensore. ‘Cavie’, invece, girato in low budget (poco più di cinquemila euro) e in soli 17 giorni nel bosco di Monte Antenne, è interpretato dai dodici attori impegnati nel corso di recitazione tenuto dai Manetti: Alexandra Antonioli, Janet De Nardis, Fabio Ferrante, Alessia Forcinelli, Elena Lyshchik, Marco Valerio Mancini, Claudia Federica Putrella, Paco Rizzo, Barbara Saba, Marco Santinelli, Giuseppe Tafuri, Patrick Tasgian.

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Il commissario De Vincenzi indaga fra le bancarelle

È il 18 maggio 1934. La Loggia del Palazzo della Ragione a Milano è affollata di curiosi che stanno per assistere all’inaugurazione della Fiera del Libro. Piazza dei Mercanti ribolle di commessi di libreria, impiegati di case editrici e scrittori che mettono in mostra un’«orgia di libri pudicamente coperti di cellofane trasparente» visto che è imminente lo scoppio di un temporale.In questa colorata cornice è ambientato l’inizio di Giobbe Tuama & C. scritto nel ’36 da Augusto De Angelis per la Collana poliziesca dell’editrice Minerva e che viene ora pubblicato da Sellerio, dopo il successo raccolto in questi ultimi anni dalla riedizione delle inchieste del Commissario De Vincenzi. Esplicita è la volontà dell’autore di scandagliare i vizi dell’editoria dell’epoca, abituata a produrre «letteratura da tramvai». E proprio sotto l’affollato loggiato milanese «il genio si aggaglioffa», mentre le «sartine» si ammassano invano in cerca degli autografi di Montepin, Dumas, Sue, London, Casanova, Ohnet. Dovranno accontentarsi delle siglature di Tino Fiamma sul suo «Gli iconoclasti» e delle improbabili ricette di una certa Penelope. Fra i banconi della Fiera ne spicca uno situato dopo la Loggia degli Osii, quasi davanti all’arco che sbuca in via Orefici. Qui la Lega Evangelica Cristiana sta cercando di vendere il Libro dei Libri: la Bibbia. E a propagandarne il miracoloso contenuto è uno strano personaggio che si fa chiamare Giobbe Tuama.

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Code infinite e didascalie scritte a macchina

Milano per loro significa La Scala e Leonardo: museo teatrale e Cenacolo sono tappe obbligate per gli stranieri, ma sono anche agli antipodi. Il primo è, con buona dose di eufemismo, «old fashion» con chiusura a pranzo e nessun servizio di audioguida, nonostante molti dei «cimeli» esposti ben si presterebbe ad un accompagnamento musicale. Archeologiche anche alcune didascalie battute a macchina. Il Cenacolo invece è fra i più visitati musei della città. Leggendarie le sue code, quanto la sua organizzazione per uno «spettacolo» che dura solo 15 minuti.

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Aperti di notte, ma domenica riposo biblico

Il tentativo di tirar tardi lo lancia la Chiesa: è il museo Diocesano, in Sant’Eustorgio, ad avere inaugurato le «serate al museo», in compagnia di Sant’Ambrogio ma anche di molte esposizioni temporanee. Gli organizzatori hanno sovvertito i canoni: in estate si chiude di giorno e si apre la sera dalle 19 alle 24. Nei chiostri la «regola» prevede happy hour fino alle 21, con il bar a fare concorrenza alla night life del Ticinese che impazza tutto intorno. Però oltre alla chiusura diurna e del lunedì, si sta chiusi anche la domenica. Il settimo giorno ci si riposa. Biblico.

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McCain non recupera: è ancora dietro di 8 punti

Nonostante gli sforzi, e nonostante a giugno abbia raccolto tanti fondi quanti il rivale democratico, il candidato repubblicano John McCain non riesce a recuperare il distacco che lo separa da Barack Obama. Due sondaggi danno il candidato alla Casa Bianca del Partito democratico in testa di otto-nove punti nei confronti del suo avversario repubblicano. Un sondaggio del Washington Post e della Abc dà il 50 per cento delle intenzioni di voto al senatore nero dell’Illinois, contro il 42 per cento al senatore dell’Arizona. Un altro sondaggio, dell’Università Quinnipiac del Connecticut, pubblicato nelle ore scorse, dava percentuali sostanzialmente analoghe, 50 per cento per Obama contro 41 per l’ex combattente in Vietnam.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276606